TRATTAMENTO
CEFALEEE e Cure

Trattamento cefaleee

Lo Studio del dr. D'Attoma – il Centro Cefalea e Neuropsichiatria, situato a Ostuni, provincia di Brindisi – si occupa della diagnosi e della cura del mal di testa e delle varie patologie legate alla psiche. I pazienti sono seguiti in modo attento in ogni fase, dalla prima visita e per tutto il percorso diagnostico e terapeutico, guidati nel percorso che li porta a a ritrovare l'opportuno equilibrio psicologico. Tra le patologie trattate, grande riguardo è posto nella cura di cefalee: emicrania, cefalee tensive, cefalee a grappolo.

Tipi di Cefalee

EMICRANIA

L’emicrania è caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea – attacchi che risultano mutevoli nella frequenza, nella intensità e nella durata.

Riguardo i sintomi, si riconosce il dolore pulsante, che colpisce con maggiore frequenza un lato del capo (fronte, tempia, occhio).
Il dolore può essere anche bilaterale, oppure cominciare nella regione occipitale e poi diffondersi al resto del capo.
Ci può essere nausea, vomito, intolleranza ai rumori (fotofobia), agli odori (osmofobia), alla luce (fotofobia).
I vari sintomi possono essere presenti tutti o in parte (4 su 6).

Una familiarità con l'emicrania è presente nel 70% dei pazienti, le donne ne soffrono in misura maggiore degli uomini (in rapporto di 3 a 1).

L’insorgenza dell’attacco di emicrania può essere favorito dallo stress, dal ciclo mestruale, da specifici alimenti che incidono sulla vasodilatazione (alcool, cioccolato, formaggi, frutta secca), dal freddo, da farmaci, dal vento, da odori forti.

Vi è l'emicrania senza aura, che corrisponde ai sintomi descritti in precedenza, e l’emicrania con aura, dove il dolore è anteceduto da sintomi visivi (scintille, oscurità del campo visivo, e altri), o neurologici (emiparesi fugace, parestesie, turbe del linguaggio, e altri), qualche volta da una caduta improvvisa prima della crisi (cefalea sincopale).

Tra le cause dell’emicrania, è da notare che gli studi ritengono l’emicrania una patologia che coinvolge il sistema trigeminovascolare e un gene (ad ora da scoprire) che agisce, mediante il nucleo soprachiasmatico, sui ritmi circadiani di uno o vari neurotrasmettitori o gruppi di neuroni che permettono l’esplosione della crisi.

Riguardo il trattamento, la crisi emicranica vede nell’utilizzo dei triptani il trattamento più adeguato.
Si tratta di farmaci agonisti dei recettori 5-Ht1 (recettori particolari della serotonina 5HT), neurotrasmettitore implicato nella patogenesi della patologia emicranica.
Il trattamento profilattico è utilizzato negli emicranici che hanno più di 2 crisi al mese; i farmaci più usati sono i calcioantagonisti (flunarizina soprattutto), la metisergide, i betabloccanti, il valproato di sodio, il topiramato.

Tra i trattamenti alternativi, ma con risultati meno risolutivi, si segnala l’uso della Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), il biofeedback, l’agopuntura, l’ipnosi, l’auricoloterapia.

CEFALEA A GRAPPOLO

La cefalea a grappolo è caratterizzata da un dolore pulsante che attacca solo un lato del capo, in particolare colpisce l’occhio, la tempia e la fronte, con arrossamento e lacrimazione dell’occhio interessato, senso di ostruzione del naso, rinorrea omolaterale, sudorazione. In genere, la crisi si verifica in piena notte (dalle 24 alle 2), il dolore è piuttosto violento, tanto che si è data a questa forma di cefalea il nome di cefalea del suicida (anche se non risulta alcun suicidio concomitante alla crisi).

I più colpiti sono gli uomini (lo 0,1% della popolazione), molto più raramente le donne, anche se in queste si può trovare una condizione analoga, come l’emicrania parossistica.

Questo tipo di cefalea compare, in genere, in un particolare periodo dell’anno, tipicamente in primavera, ma può capitare in ogni altro periodo dell’anno. Può durare 20 giorni, ma anche di più, o di meno, e poi scompare per ricomparire l’anno successivo o 2 anni dopo. In alcuni casi si hanno più grappoli nel corso dell’anno. A volte questo problema può presentarsi durante le ore diurne e durare molto più a lungo. Altre volte, più attacchi si possono verificare nella medesima giornata, ad esempio nella notte e nel pomeriggio, con diverse crisi, fino a 7-8 crisi al giorno della durata che va dai 10 minuti a 4 ore.

La causa di questo tipo di cefalea è data a una disfunzione ipotalamica, e questo anche in relazione al trattamento risolutivo che si è ottenuto, trattando casi di cefalea a grappolo resistenti a tutte le terapie con tecniche neurochirurgiche DBS (Deep brain stimulation) che operano a livello ipotalamico.

Riguardo il trattamento, la crisi generalmente scompare con l’utilizzo dei triptani, se vengono impiegati all’insorgenza del dolore, l’inalazione di ossigeno (7-10 litri/m’), e in alcuni soggetti risponde bene anche l’impiego di lidocaina nella mucosa nasale. In alcuni casi si ricorrere all’uso di prednisone (50-60 mg/die).

Un trattamento profilattico della cefalea a grappolo consente di conseguire buoni risultati con l’uso di carbonato di litio (controindicato nei soggetti con patologia tiroidea, ipertensiva, renale) e/o di Verapamil (controindicato nei soggetti con blocco di branca atrio-ventricolare, negli ipotesi, nei soggetti bradicardici).

Da qualche anno si utilizza la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS, Transcranial Magnetic Stimulation) con risultati ritenuti soddisfacenti. Un trattamento con DBS, di cui si è detto sopra, può essere giovevole nei soggetti farmacoresistenti.

CEFALEE TENSIVE

Questa tipologia di mal di testa, o cefalea, è piuttosto comune ed è compresa fra le forme di cefalee essenziali (cefalea a grappolo, emicrania, e così via), in cui si riconoscono due elementi essenziali:

  • una disfunzione ipotalamica
  • e la predisposizione genetica.

I sintomi sono caratterizzati da un senso di costrizione al capo e/o peso, sintomi che possono essere diffusi o circoscritti, quotidiani o saltuari, a volte lievi e saltuari, altre volte gravi con tendenza alla cronicizzazione.

Inoltre, sintomi delle cefalee tensive possono scomparire durante il sonno, altre volte persistere per le 24 ore, spesso in modo correlato con una condizione di stress, a condizioni di disagio lavorativo o psicologico, a condizioni varie che possono portare ad una contrazione dei muscoli del collo e del capo, a volte sono disturbi secondari rispetto a un principale problema posturale.

Spesso la cefalea tensiva si verifica in un quadro di tipo emicranico che resiste ai tentativi terapeutici più vari, fatti con l'impiego di psicofarmaci, antiepilettici, con i classici farmaci utilizzati nella profilassi dell’emicrania (calcio antagonisti, betabloccanti, metisergide, e altri).

Presso il Centro Cefalee e Neuropsichiatria di Ostuni impegniamo specifiche strategie psicoterapeutiche con l’eventuale aggiunta di farmaci.

Nelle forme più resistenti usiamo una nuova tecnica assolutamente indolore il TMS (Stimolazione Magnetica Transcranica). Nei ragazzi preferiamo l’utilizzo del Training autogeno e/o Biofeedback.







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