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Emicrania

Cefalee

L’emicrania caratterizza attacchi ricorrenti di cefalea variabili nella frequenza, nella durata ed intensità.

SINTOMI

Dolore pulsante che colpisce più frequentemente un lato del capo (tempia, occhio, fronte), ma può anche essere bilaterale o iniziare in regione occipitale con successiva diffusione nel resto del capo, nausea, vomito, intolleranza ai rumori (fonofobia), alla luce (fotofobia), agli odori (osmofobia). Questi sintomi potranno essere presenti tutti o in parte (quattro su sei).

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Una familiarità per emicrania è presente nel 70% dei pazienti, le donne ne soffrono più degli uomini (3:1).
L’insorgenza dell’attacco è favorita dallo stress, dal ciclo mestruale, da alcuni alimenti che incidono sulla vasodilatazione (cioccolato, alcool, formaggi, frutta secca), da farmaci, dal vento, dal freddo, da dolori intensi.
Si distingue l’emicrania senza aura che corrisponde sostanzialmente ai sintomi descritti precedentemente e l’emicrania con aura in cui il dolore è preceduto da sintomi visivi (scintille, oscurità del campo visivo, ecc.), o neurologici (parestesie, emiparesi fugace, turbe del linguaggio, ecc.), a volte caduta improvvisa prima della crisi (cefalea sincopale).


CAUSE DELL'EMICRANIA

Attualmente si ritiene l’emicrania una patologia che coinvolge il sistema trigeminovascolare ed un gene (tuttora da scoprire) che agisca attraverso il nucleo soprachiasmatico, sui ritmi circadiani di uno o più neurotrasmettitori (5HT, NA, CGRP) o gruppi di neuroni (locus coeruleus, PAG) che consentono l’esplosione della crisi.


TRATTAMENTO

La crisi emicranica trova nell’uso dei triptani il trattamento più risolutivo: si tratta di farmaci agonisti dei recettori 5-Ht1, recettori particolari della serotonina (5HT), neurotrasmettitore, coinvolto nella patogenesi della patologia emicranica. Il trattamento profilattico è consigliato negli emicranici che hanno più di due crisi al mese; i farmaci più utilizzati sono i calcioantagonisti (in particolare la lunarizina), i betabloccanti, la metisergide, il valproato di sodio, il topiramato.
Fra i trattamenti alternativi, ma con risultati meno importanti si segnala l’uso del Biofeedback, l’agopuntura, l’auricoloterapia, l’ipnosi.


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